"Senzaquello,iogliavreipresentatoilmioprogetto."

Traduzione:Sans cela, je lui aurais présenté mon projet.

2 anni fa

14 commenti


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cavsil65
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"Je leur aurais" significa "avrei presentato loro", terza persona plurale. Quindi non è una traduzione corretta.

2 anni fa

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Berto29441
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ma prima di volerci "insegnare"il francese, non potevano imparare l'italiano? E' una cosa senza giustificazioni il cumulo di errori che si trova. Non li ha obbligati nessuno, penso, a fare di queste figuracce!

2 anni fa

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Oceanotti
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Sembra che gli si usi anche come plurale. Potrebbe dunque essere usato come equivalente di leur e Sans cela, je leur aurais présenté mon projet sarebbe un'altra buona traduzione della frase.

2 anni fa

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Come precisa il link, è un uso dialettale (anche se i toscani credono che il loro "vernacolo" sia sempre "lingua") che si sta diffondendo con l'abbrutimento della lingua italiana.

2 anni fa

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Molte grazie! La questione dei pronomi mi ha fatto dubitare da quando cominciai a studiare italiano tre mesi fa, ma non avevo osservato finora questo problema della confusione tra gli e loro in funzione complemento di termine. Ho consultato altre fonti come Treccani, la Wikipedia e addirittura il dizionario de La Repubblica; tutte concordano sul fatto che sia un abito esteso nella lingua parlata. Pare che tutte le lingue si abbrutiscano parecchio lo stesso, sebbene ho incontrato anche questo. Cosa pensa? Lei mi raccomanda di evitarlo al parlato?

2 anni fa

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Berto29441
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Non avevo notato che "cliccando" su "questo" potevo leggere il parere di un luminare della lingua, il quale, fra l'altro, fa derivare il "gli" una volta da "illi" e un'altra da "illis", ovviamente a suo uso e consumo. Togliamo subito il Boccaccio che - con Dante e Petrarca - hanno iniziato a costruire la lingua italiana. Dante, ad esempio, nella sua Commedia (chiamata "Divina" proprio dal Boccaccio), chiama sempre Virgilio "lo duca mio". Da secoli si dice il duca. Diverso è il caso del Carducci, toscano, che qua e là usa costrutti della sua regione. Lasciamoli a lui. Forse i "puristi" (e dal '500, come sa il luminare) conoscevano e conoscono la lingua più di questo illustre sconosciuto.

2 anni fa

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Oceanotti
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Questa è stata una vera lezione di grammatica! Sono spiacente di non potere approfittarne pienamente ma credo che capisca ciò che lei adduce. Mi conformerò alle regole convenzionali, almeno fino a che possa esprimermi con conoscenza. Per favore, la prego di accettare alcuni lingotti di ringraciamento.

2 anni fa

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Berto29441
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Io penso che esista una gran confusione anche fra gli attuali "linguisti". Sembra che si tema di andare contro quello che usa "la gente". Non si fa più distinzione fra ciò che è lingua e ciò che è linguaggio, dialetto, addirittura vernacolo (il "verna" era il figlio della schiava di casa, che quindi parlava come sua madre, che "interpretava" il dialetto usato dalla famiglia). Non ci sono più "dizionari" (cioè volumi che insegnano quale sia la giusta dizione): oggi ci sono solo "vocabolari": elenchi di parole in cui tutto va bene e per i quali una parola "nuova", per quanto idiota, è benvenuta, perché giustifica una nuova edizione "aggiornata" da vendere. L'Accademia della Crusca s'è accodata o tace. Ogni lingua cerca d'avere parole non confondibili, possibilmente ancorate alla sua storia. "Gli" è il latino "illi"= a quello, singolare, mentre "loro" è il latino "illorum"= di quelli, plurale. Non è obbligatorio conoscere una lingua (che come tutte le lingue va studiata, a differenza del linguaggio e del dialetto), ma perlomeno non la si chiami tale, se lingua non è. E, sia pure in modo lievemente ipocrita, è ciò che dicono i "vocabolari" da lei citati. Ovvio dunque che io le raccomandi di evitare questa bruttura, ma sia pronto a difendersi dai "modernisti" (che io chiamo in altro modo)! E mi lasci aggiungere: se lei studia italiano da soli tre mesi ha la mia incondizionata ammirazione.

2 anni fa

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cavsil65
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Concordo su tutto, e mi associo alle congratulazioni per l'italiano di Oceanotti.

2 anni fa

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angelarolli
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Un po' di rispetto per l'italiano! "Gli" è singolare e basta!

1 anno fa

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Berto29441
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Lei ha mille ragioni, ma quanti italiani non rispettano l'italiano!

1 anno fa

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angelarolli
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Concordo

1 anno fa

https://www.duolingo.com/adriano664552

"Io gli avrei presentato" in italiano significa : io avrei presentato a lui. Quindi in francese: je lui aurais présenté. Se vogliamo tradurre "io avrei presentato a loro" diciamo : je leur aurais présenté. Pertanto la traduzione corretta è una sola: la prima.

1 anno fa

https://www.duolingo.com/Cassandra4454

concordi con Adriano senza ulteriori elucubrazioni.

1 anno fa
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