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LE COSTUME L’ABBIGLIAMENTO III EPOCA CHE VA DA LUIGI XIV A LUIGI XV LE COSTUME L’ABBIGLIAMENTO III

EPOCA CHE VA DA LUIGI XIV A LUIGI XV DI JACQUES RUPPERT VICE PRESIDENTE DI STORIA DEL COSTUME PROFESSORE ALLA SCUOLA DI ARTI APPLICATE

Opera accompagnata da 15 tavole e da 90 fotografie e disegni

34° edizione FLAMMARION 26, rue Racine, 26 – Paris

LE COSTUME L’ABBIGLIAMENTO III

CAPITOLO I

l’abbigliamento sotto LUIGI XIV

Caratteristiche generali- dopo la morte del cardinale Richelieu vennero anche a cadere tutti quei divieti o decreti per regolare l’uso di decorazioni di “Dentelle- pizzo o merletto di tela in oro o argento “ . Aumentarono anche l’uso di passamanerie ornate di paillettes e di cannotiglie così da fondere della moneta per tessuti. Nel 1644 il Cardinale Mazzarino per l’eccesso dei costi di queste decorazioni mise un freno limitandone la larghezza e anche l’uso di tessuti preziosi oltre a quelli di seta. Da quel momento si cercò un altro elemento decorativo che rimpiazzasse le ricche passamanerie, e ritornò in voga l’uso delle coccarde, fiocchi a nastro chiamate “Galants- che generalmente si usavano per decorare le cavalcature. Queste coccarde diverranno popolari tra il XVII e il XVIII secolo; nel 1656 su un abito alla “francese” si potevano contare fino a 600 galants che si mettevano soprattutto sulle spalle, lungo l’apertura, nella parte bassa dei calzoni e sulla pancia. Nel 1660 Mazzarin pubblicò un nuovo decreto, per limitare l’uso di “dentelle, la “guipure- merletto a rilievo” e “broderies- ricami preziosi”; ma a causa del malcontento generale, Luigi XIV revocò il decreto e decise di fondare diverse fabbriche di merletto (merletterie), le più famose a Parigi e ad Alençon. Per quanto riguarda l’uso del broccato e delle passamanerie d’oro e d’argento il divieto rimase , e lo stesso Luigi XIV fu irremovibile. A partire dal 1644 e per ben quaranta anni fu vietato di portare abiti ornati di broccato senza un permesso firmato dal re. Il nome di questo capo d’abbigliamento bordato in argento e doppiato di rosso firmato dal re è il “justaucorps à brevet- giustacuore firmato- (tutina oggi)”. Il numero assai limitato dei privilegiati che potevano indossare questo modello erano scelti dal re, se il titolare di questo permesso veniva a mancare, si rimpiazzava ma il numero non venne mai cambiato. Verso il 1675 si formò per la prima volta una comunità di “Couturiers- grandi sarti per uomini “ fino ad allora i tagliatori erano autorizzati solo a vestire le signore. Nel 1677 l’abito maschile si semplifica (vêtement- abito, vestito, indumento/ vêtu- vestito da sera, Tenue tenuta, divisa, da sera);, gli abiti in panno di lana vanno di moda s’impiegano meno le ricche stoffe, le fabbriche tessili di francesi, rivaleggiano con quelle inglesi e quelle olandesi, alla fine del XVII e inizi del XVIII secolo questo movimento si accentuerà, e il re medesimo indosserà un abito in velluto operato da una leggera decorazione d’oro. Dal 1697 al 1700, si registrerà una recrudescenza del lusso e di sontuosità nelle vesti, cui segue però un periodo di magra fra 1700 e 1708, durante il quale il re vieta l’uso d’oro e argento su abiti eccetto per qualche alto funzionario e nobili di alto lignaggio.

RISORSE- per la documentazione sull’abbigliamento dell’epoca di Luigi XIV sono molto varie, ma non hanno lo stessa qualità. La Scultura o statuaria ci dice poco e nulla, quanto alla pittura si può fare una scelta attenta, perché la maggior parte dei pittori tendeva a dare ai propri modelli un abbigliamento quasi teatrale. Fornendo un carattere eccezionale. I pittori Mignard, Largillière e Claude Lebrun, invece anno dato ai propri modelli un abito corrispondente alla realtà. (vedi le tappezzerie di Lebrun) le più note sono le sequenze famose “la storia del re” che furono incise da Sébastian Leclerc (1637-1714). L’opera di alcuni incisori merita la nostra attenzione, noi citeremo in particolare la magnifica serie di ritratti di Nanteuil (1623- 1671). di cui abbiamo solo dei busti dove le indicazioni sull’abito sono ristrette. Ci sono da citare anche le stampe firmate da Bonnart, Arnouil, e I.D. de Saint-Jean. L’incisore Jean le Paure (1618-1682) ornamentalista che nonostante ciò ci ha lasciato un certo numero di pezzi molto interessanti per la Storia del Costume. Sono le stampe sulle “feste e i divertimenti “ del 1668 e nel 1671. Antoine Trouvain (1656-1768) è l’autore di sei pezzi importanti sul costume di Luigi XIV. E’ la serie degli “appartamenti reali”. La risorsa più preziosa e più interessante su questa epoca è la raccolta detta di Gaignières (1642-1715) , conservata alla Biblioteca Nazionale de Parigi. Gaignières è stato un ricco collezionista, dalle idee eccellenti come quella di far disegnare (e spesso colorare) un’importante serie di Tavole sul costume. La sua raccolta ha un immenso valore storico. La maggioranza di questi documenti sono stati rilevati accanto e paesaggi naturale o accanto a dei monumenti esitenti dell’epoca.

Diviso in tre periodi- Le tendenze della moda nel periodo di Luigi XIV, si possono appunto dividere in tre parti, corrispondenti anche alle tre età del re. Il primo periodo, la giovinezza, epoca anche di transizione che va dal 1644 al 1661. Il secondo periodo 1661-1670, l’apice di un regime, epoca di sontuosità sotto l’influenza di Madame de Montespan. La Francia diventa arbitro di eleganza del mondo intero (tranne che per la Spagna) ossia tutte le nazioni si ispirano alla moda e al costume francese.

Il terzo periodo 1671-1715 all’inizio continua il lusso sfrenato degli abiti, ma con l’arrivo di Madame de Maintenon alla fine del regno, noi constatiamo una tendenza alla semplicità delle linee e alla sobrietà degli ornamenti.

February 17, 2017

4 commenti


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Che cosa vuol dire? Vous vulez que nous parlons de vetemens?

February 17, 2017

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si ma vorrei anche un confronto .

February 17, 2017

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E trop difficile pour moi di faire la traduction je suis un debutant ,mais je lis avec plaisir quelque chose qui me fait a aide du aprendre francais.

February 18, 2017

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Io mi occupo di costume e ho tradotto in parte questo libro e mi piaceva fare un confronto tra la mia traduzione e quella di altri ma non so come inserire il testo originale. Volevo sottolineare che nell'abbigliamento compaiono molti termini che si posso tradurre anche in modo simile, insomma cerco non solo la traduzione ma anche il valore semiotico e simbolico delle parole, come per esempio il fatto che mi viene corretto La robe= in il vestito, e viene dato errato quando scrivo la veste. per me esiste anche il termine Robbone che non è altro che una sopraveste maschile rinascimentale e le cui origini potrebbero essere francesi? insomma la lingue cambiano ma siccome ci sono anche molte contaminazioni tra una lingua e l'altra è anche interessante trovare questi agganci.

February 17, 2017
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